Ora che si va verso un clima più caldo, l’apprensione per il Covid sembra scemare. Ma il medico di Genova cerca di tenere alta la guardia

Il Coronavirus e la guerra, il pensiero di Bassetti

Neanche il 2022 sembra voler dar tregua alla popolazione mondiale.
Con lo scoppio delle ostilità in Ucraina, il problema del Covid potrebbe ritornare in voga anche se ultimamente è stato sempre più abbandonato dalle agende dei vari notiziari per più grandi e imminenti avvenimenti. La variabile più preoccupante, sarebbe rappresentata dai profughi che in questi giorni stanno scappando dalle zone di rischio dell’Est europeo.
Ma con l’argomento Coronavirus passato in secondo piano, si rischia di prestare troppo il fianco ad una possibile nuova ondata. Nonostante la situazione complicatissima ad Est, non bisogna trascurare le misure di sicurezza prese fino ad ora. Per testimonianza dello stesso virologo, molti medici in questo momento vorrebbero partire per rendersi utili alla causa. Ovviamente in questo momento, con una guerra in corso, il bisogno primario non è quello di curare il covid ma di curare le ferite di guerra:

“In questo momento in Ucraina c’è bisogno di medici che sappiano gestire le ferite da arma di fuoco, specialisti in medicina di guerra. C’è necessità di chirurghi e ortopedici, meno di infettivologi ma comunque alcuni colleghi hanno espresso la volontà di andare a dare una mano”

L’appello del medico del San Martino

A differenza dell’Italia che ha una popolazione vaccinata circa al 90%, in Ucraina soltanto il 33% della popolazione è vaccinata. Questo per il medico del San Martino di Genova, può esser visto come un problema:

“Si rischia che da quelle parti il virus riprenda forza e non possiamo assolutamente consentirlo e permettercelo. Oltre agli aiuti militari e logistici, occorre mettere in piedi una campagna di prevenzione delle malattie infettive con vaccinazioni offerte a tutti”

Già, la preoccupazione più grande è che il virus torni a circolare in Europa mutato, con una variante magari nata proprio sul fronte della battaglia tra Russia e Ucraina.
La soluzione che avanza il virologo, sarebbe quella di fornire contromisure mediche non solo sul fronte ucraino, ma anche in quei paesi in cui i civili che stanno scappando in questi giorni dalla guerra, vanno a rifugiarsi.
Gli aiuti principali allora, sarebbero da inviare alle nazioni più vicine al conflitto, per cui Polonia Romania, nella speranza che riescano a gestire la grandissima mole di ucraini che stanno invadendo le frontiere.

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