Questi sintomi purtroppo non sono stati riconosciuti per tempo dai medici di Michele Merlo. Il giovane è così morto all’età di soli 28 anni.

Chi era Michele Merlo

Michele Merlo è un ragazzo classe 1993. È stato un musicista, scrittore e cantautore italiano, cresciuto tra l’Italia e l’Inghilterra. Conosciuto dal grande pubblico con lo pseudonimo di “Mike Bird” grazie al programma “Amici di Maria De Filippi” nel 2017, muore il 7 giugno dello scorso anno per un’emorragia cerebrale causata da una leucemia fulminante. Dopo il programma di Mediaset, firma un contratto con la Maciste Dischi e nel 2020 pubblica invece il suo primo libro “Cuori stupidi. Una notte può cambiare tutto”.

Il ragazzo poteva essere salvato

Nelle sue ultime ore di vita, Merlo si trovava ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Maggiore di Bologna, dove si è sottoposto a un delicato intervento. Purtroppo però il giovane si è spento all’età di soli 28 anni.
Il calvario per Michele inizia quasi un mese prima, il 26 maggio, quando notando un grande ematoma sulla gamba (che dall’inguine arrivava al ginocchio), decide di fotografarlo e mandare la foto, per email, al suo medico di base Pantaleo Vitaliano, chiedendo un appuntamento urgente.
L’email di risposta non è stata però quella che si aspettava:

“La mail è unicamente per la richiesta di terapia cronica. Per qualsiasi altro motivo chiamare in segreteria. Inoltre chiediamo di non inviare foto”

Pieno di preoccupazione, decide quindi di andare al pronto soccorso. Anche qui però sottovalutano il problema: gli viene assegnato un codice bianco.
Nulla da fare, l’attesa è infinita e Merlo decide di andar via.
A questo punto decide di presentarsi fisicamente nello studio del medico di base. Questi però non riconosce la gravità del sintomo e lo scambia per un semplice strappo muscolare.
Il 3 giugno però i sintomi peggiorano, all’ematoma si aggiungono il mal di gola e la febbre. Il cantante decide di contattare ancora una volta il suo medico di base.
Stavolta gli viene consigliato di prendere un antibiotico e di chiamare la guardia medica.
È il 6 giugno quando arriva la diagnosi della leucemia. Troppo tardi, Michele muore quella notte.
I NAS però non hanno dubbi, il giovane sarebbe potuto sopravvivere con le adeguate cure. Non si sta parlando di una guarigione certa, ma sicuramente avrebbe potuto vivere diversi anni ancora.
Sempre secondo i NAS, sia il medico di base, sia un secondo medico che ha visitato Merlo a Bologna hanno peccato di superficialità, confondendo i sintomi della leucemia per una semplice tonsillite, ritardando la diagnosi e di conseguenza il giusto trattamento.

L’unico messaggio che si può mandare in questo momento è quanto sia importante la prevenzione. Bisognerebbe sottoporsi a controlli di routine almeno una volta l’anno per prendere in tempo questi mali che diventano incurabili se diagnosticati tardivamente.

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