L’uomo era scomparso da mesi, ma dalla famiglia non è arrivata nessuna denuncia. Sono stati gli amici ad allarmare i carabinieri. Nel pomeriggio di mercoledì c’è stato il ritrovamento del corpo da parte dei cani dell’unità cinofila.

Cosa è accaduto

È stato ritrovato il corpo di Giuseppe Pedrazzini, purtroppo privo di vita.
L’uomo aveva 77 anni ed era residente, insieme alla famiglia comporta da moglie, figlia e genero, in provincia di Reggio Emilia, più precisamente a Toano, una piccola cittadina dell’Appennino reggiano.
Dell’uomo si erano perse le tracce già da diversi mesi, ma i familiari in tutto questo tempo non hanno hai sporto denuncia per la sparizione. Ci hanno pensato gli amici del pensionato ad avvertire i carabinieri dell’allarmante situazione.
E in poche ore, proprio i carabinieri riescono a trovare Giuseppe Pedrazzini, coadiuvati dall’unità cinofila che grazie al fiuto dei cani, ha prontamente portato a termine il compito.
Il corpo giaceva esanime sul fondo di un pozzo alto circa 4 metri.
Il recupero della salma è avvenuto la mattina seguente dal nucleo provinciale e dai carabinieri di Castelnovo Monti, assistiti anche dai vigili del fuoco.
Il pozzo, si trovava a poca distanza dall’abitazione dell’uomo
I sospetti ora si incentrano tutti sui familiari a cui è stato posto il fermo in quanto sussistono “gravi indizi di colpevolezza”.

Le parole dell’avvocato della figlia e del genero

Non convincono le motivazioni dei familiari che non hanno esposto denuncia in queste settimane in cui Pedrazzini era disperso. Per tutti e tre è stato disposto il fermo, soprattutto per la figlia Silvia e il genero Riccardo Guida.

Queste le parole di Ernesto D’Andrea, legale dei due:

“I miei due assistiti rivendicano la loro estraneità dei fatti per questi capi d’accusa. Faranno di tutto per dimostrare che non c’entrano nulla”

La coppia si è avvalsa della facoltà di non rispondere, proclamandosi innocenti. Il loro difensore cerca di smontare le accuse, screditando il movente economico:

“Cadiamo dalle nuvole, perché non si capirebbe l’eventuale movente di un delitto così efferato come ipotizza la Procura. La vittima non era ricca, non aveva nulla di intestato. È la moglie colei che è benestante”

I due sono stati accusati di accuse di omicidio, occultamento del corpo e sequestro di persona, mentre la moglie Marta solamente per occultamento di cadavere.

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